Lo stretch film, noto anche come film estensibile, è una pellicola plastica altamente elastica utilizzata principalmente per l’avvolgimento e la stabilizzazione di unità di carico pallettizzate durante le operazioni di trasporto, movimentazione e stoccaggio. Uno dei principali processi industriali utilizzati per la produzione di questo materiale di imballaggio flessibile è l’estrusione cast, da cui deriva il cosiddetto cast film.
Il materiale più comunemente utilizzato per lo stretch film è il polietilene lineare a bassa densità (LLDPE), scelto per le sue eccellenti proprietà di elasticità, resistenza alla perforazione e capacità di adesione superficiale (cling). Alla resina di LLDPE possono essere aggiunti additivi per migliorare caratteristiche specifiche come la resistenza ai raggi UV, la colorazione e il livello di tack (appiccicosità).
La produzione del cast stretch film avviene attraverso un processo continuo e accuratamente controllato:
- Preparazione della resina ed estrusione
Il processo inizia con l’alimentazione di pellet di resina plastica all’interno di un estrusore. All’interno della macchina il materiale viene progressivamente riscaldato fino a raggiungere lo stato fuso. Il polimero fuso viene quindi spinto attraverso una filiera piana (flat die), dalla quale fuoriesce sotto forma di un sottile foglio continuo di film.
- Colata e raffreddamento
Il film plastico ancora caldo viene successivamente depositato su una serie di rulli di raffreddamento a temperatura controllata. Il rapido raffreddamento e la solidificazione del materiale conferiscono al cast film le sue caratteristiche tipiche di elevata trasparenza e brillantezza superficiale. La velocità dei rulli e le condizioni operative della linea contribuiscono a determinare lo spessore finale del film.
- Avvolgimento
Dopo il raffreddamento, il film solidificato viene avvolto in bobine di grande diametro (jumbo roll). Queste bobine possono essere successivamente sottoposte a operazioni di taglio longitudinale (slitting) per ottenere rotoli di larghezza specifica, che vengono poi riavvolti su anime più piccole per facilitarne l’utilizzo.
Il cast film si distingue per l’elevata trasparenza ottica, che facilita la lettura dei codici a barre e l’ispezione visiva delle merci imballate. Inoltre si svolge dal rotolo in modo più silenzioso e presenta generalmente uno spessore più uniforme.
Perché la flessografia è la tecnologia dominante nella stampa su cast stretch film
La flessografia rappresenta oggi la tecnologia più diffusa per la stampa su cast stretch film. Questa predominanza deriva dalla combinazione di elevata velocità produttiva, versatilità ed efficienza economica, caratteristiche particolarmente adatte alle esigenze dell’industria del packaging flessibile.
- Versatilità del supporto di stampa
La flessografia è progettata per stampare su un’ampia gamma di materiali, in particolare su supporti non porosi. Il cast stretch film, generalmente realizzato in LLDPE, è una materiale flessibile e non poroso che si presta molto bene a questo processo. Le lastre in fotopolimero o elastomero si adattano facilmente alla superficie del film, garantendo un trasferimento uniforme dell’inchiostro.
- Elevata produttività
Il settore del packaging richiede produzioni su larga scala e lo stretch film è un prodotto ad alto volume. Le macchine da stampa flessografiche sono progettate per operare ad alte velocità: le linee moderne nelle configurazioni più avanzate possono raggiungere velocità fino a circa 790–800 m/min.
- Efficienza economica nelle tirature medio-lunghe
La flessografia risulta particolarmente conveniente nelle produzioni di medio-alto volume. Le lastre flessografiche sono infatti meno costose e più rapide da realizzare rispetto ai cilindri incisi utilizzati nella rotocalcografia, rendendo il processo più economico soprattutto per grafiche semplici come loghi e testi.
- Utilizzo di inchiostri a rapida essiccazione
La stampa su superfici plastiche richiede inchiostri con tempi di essiccazione molto rapidi per evitare sbavature durante il riavvolgimento del film. La flessografia utilizza inchiostri a base acqua, solvente o UV, che consentono di mantenere elevate velocità di produzione garantendo al contempo una buona qualità di stampa. Inoltre, lo sviluppo di inchiostri più sostenibili, come quelli a base acqua e UV, ha reso la flessografia una scelta sempre più compatibile con gli obiettivi ambientali.
- Controllo preciso del trasferimento dell’inchiostro
Il processo flessografico assicura un dosaggio accurato dell’inchiostro grazie al rullo anilox, un cilindro inciso con microcelle calibrate che trasferiscono una quantità controllata di inchiostro alla lastra di stampa. L’impiego della lama racla (doctor blade) consente inoltre di eliminare l’inchiostro in eccesso, garantendo un’applicazione uniforme.
- Integrazione con lavorazioni in linea
Le moderne linee flessografiche possono integrare diverse operazioni di finitura direttamente in linea, come il taglio longitudinale o altri trattamenti. Questa integrazione consente di semplificare il processo produttivo e ridurre i tempi complessivi di lavorazione.

La flessografia, grazie alla sua capacità di offrire una buona qualità di stampa ad alte velocità, su supporti flessibili complessi e con costi competitivi, rappresenta oggi la tecnologia dominante e più adatta per la stampa su stretch film in linea cast.
Scritto da Fabrizio V. | Team Giugni®


