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Nella produzione di lastre di vetro destinate al settore edilizio, l’identificazione visiva e il branding costituiscono un ruolo operativo fondamentale. Accanto a sistemi di stampa complessi basati su azionamenti motorizzati e controlli elettrici, l’impiego di soluzioni di stampa di natura meccanica offre vantaggi operativi. La stampa flessografica rotativa si basa sull’utilizzo diretto dell’energia cinetica della lastra di vetro in movimento per attivare il processo di stampa. Mediante clichè in fotopolimero e inchiostro flessografico bianco, è possibile applicare immagini statiche in modo efficace, senza ricorrere a sincronizzazioni elettroniche.

1. Motivi del colore bianco nella stampa delle lastre di vetro (prevenzione degli incidenti durante il montaggio)

Le lastre di vetro architettonico di grandi dimensioni, essendo trasparenti, risultano difficilmente individuabili all’interno di un cantiere edile in attività. Questa condizione genera due principali criticità durante le operazioni di montaggio (installazione):
Rischio di collisione: operai di cantiere, gruisti o vetrai possono non percepire visivamente la presenza del vetro durante la movimentazione o lo stoccaggio temporaneo, con conseguenti urti accidentali da parte di persone o mezzi meccanici.
Errori di orientamento: la lastra può essere installata in modo errato, con il rivestimento funzionale posizionato sul lato non corretto, compromettendo le prestazioni di isolamento e la funzionalità complessiva dell’edificio.

La stampa flessografica bianca applicata alla superficie del vetro svolge pertanto la funzione di vera e propria barriera visiva di sicurezza.
Visibilità: loghi, linee o motivi geometrici di colore bianco aumentano in modo significativo la percepibilità della lastra, riducendo il rischio di collisioni.
Indicazioni operative: la stampa include spesso frecce indicanti il “lato rivestito” o la corretta “direzione di posa”, garantendo un’installazione conforme alle specifiche tecniche.

L’identificazione delle lastre di vetro in fase produttiva risponde anche a esigenze di tracciabilità, logistica interna e riconoscimento del produttore. Tuttavia, l’integrazione di stazioni di stampa all’interno di una linea di produzione comporta spesso un incremento della complessità impiantistica. I sistemi di stampa tradizionali richiedono controlli elettronici avanzati, azionamenti motorizzati ed encoder di velocità per assicurare la sincronizzazione tra l’unità di stampa e il sistema di trasporto.

Per applicazioni caratterizzate da immagini statiche, come loghi o marcature standardizzate, viene adottata una soluzione semplificata e altamente robusta: la stampa flessografica rotativa a trascinamento per attrito. Questo metodo di marcatura a contatto elimina la necessità di alimentazione esterna per la rotazione dell’unità di stampa, affidandosi esclusivamente a principi meccanici per il trasferimento dell’inchiostro sulla superficie del vetro.

Macchina da stampa flessografica in linea di produzione vetro

2. Meccanica della stampa a rotazione per attrito

L’elemento distintivo del sistema è la sua attuazione passiva. A differenza delle unità motorizzate, che richiedono una regolazione elettronica in funzione della velocità di linea, il sistema a trascinamento per attrito è intrinsecamente autoregolante.

L’unità di stampa è costituita da un tamburo rotante montato su un braccio basculante o su un sistema di sospensione. Il tamburo è dotato di elementi di attrito, generalmente anelli o pneumatici gommati, posizionati alle estremità del cilindro.

Sequenza operativa:

  1. Contatto: la lastra di vetro, avanzando lungo il trasportatore, entra in contatto diretto con gli elementi di attrito in gomma del tamburo di stampa.
  2. Attuazione: il movimento lineare del vetro viene convertito in movimento rotatorio. L’attrito tra la superficie del vetro in movimento e gli elementi gommati induce la rotazione del tamburo.
  3. Sincronizzazione: la rotazione, essendo generata direttamente dal movimento del vetro, risulta automaticamente sincronizzata con la velocità del trasportatore. Eventuali variazioni di velocità vengono compensate in tempo reale mediante un principio puramente meccanico.
  4. Trasferimento dell’inchiostro: durante la rotazione del tamburo, il cliché inchiostrato entra in contatto con la superficie del vetro, consentendo il trasferimento dell’immagine.

3. Elementi di stampa: clichè e inchiostro

Per garantire un trasferimento dell’immagine uniforme e controllato su un materiale rigido e non poroso come il vetro, vengono impiegate tecnologie di consumo specifiche.

Clichè in fotopolimero
Il sistema utilizza una lastra di stampa flessibile in fotopolimero (clichè) fissata sul tamburo. La flessibilità rappresenta un requisito essenziale per i seguenti motivi:
Assorbimento degli urti: la lastra subisce una leggera deformazione elastica al contatto, riducendo il rischio di danneggiamento della superficie del vetro.
Compensazione delle tolleranze: la capacità di adattamento consente di compensare lievi disallineamenti, vibrazioni o irregolarità di posizionamento della lastra, assicurando una deposizione omogenea dell’inchiostro.

Inchiostro flessografico bianco
L’inchiostro impiegato è di tipo flessografico bianco.
Contrasto visivo: il colore bianco garantisce un’elevata visibilità della marcatura sul supporto trasparente.
Adesione: la formulazione è progettata per garantire una corretta bagnabilità della superficie liscia del vetro, con asciugatura per evaporazione in funzione della base solvente utilizzata.

Macchina da stampa flessografica in rotazione su lastra di vetro in transito

4. Vantaggi operativi

L’impiego di un sistema flessografico a trascinamento per attrito offre vantaggi specifici, in particolare in termini di affidabilità e manutenzione.

A. Semplicità meccanica e affidabilità
L’assenza di motori, riduttori e sensori elettronici riduce in modo significativo il numero di componenti soggetti a guasto. La mancanza di software di controllo e di servomotori rende il sistema particolarmente robusto e adatto a operare in ambienti industriali gravosi.

B. Sincronizzazione intrinseca della velocità
Il trascinamento per attrito assicura una registrazione costante senza necessità di tarature o regolazioni. Non si manifestano fenomeni di slittamento o sbavatura dovuti a disallineamenti di velocità, poiché la rotazione del tamburo è direttamente determinata dal movimento della lastra.

C. Efficienza energetica e contenimento dei costi
Il sistema opera come tecnologia passiva e non richiede energia elettrica per la rotazione dell’unità di stampa, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici complessivi della linea. L’investimento iniziale risulta inferiore rispetto ai sistemi motorizzati o digitali, mentre la manutenzione ordinaria è limitata alle operazioni di pulizia e reintegro dell’inchiostro.

La stampa flessografica in linea a trascinamento per attrito rappresenta una soluzione tecnica efficiente e a bassa complessità per l’identificazione delle lastre di vetro. L’impiego diretto del movimento del prodotto come forza motrice del processo di stampa consente di ottenere un sistema affidabile, economicamente vantaggioso ed energeticamente efficiente per l’applicazione di marcature in inchiostro flessografico bianco, evidenziando il valore della semplicità meccanica nel processo produttivo.

Scritto da Sergio G. | Membro del team Giugni® dal 1993

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